about ps

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PS è nato a Roma, ma vive un po’ dappertutto. Perché PS, per vivere, racconta storie. La sua inizia qualche anno fa con un’idea balorda: esplorare le vie della creatività e della narrazione. Come? Intanto, facendo le valigie. Così l’idea è andata lontano, ha conosciuto viaggiatori, artisti, studiosi, pessimisti. È cresciuta. E ora che ha piantato i piedi bene a terra, si è messa all’opera e si fa chiamare progetto.

PS è uno spazio definito però aperto, come il cielo sugli aeroporti. Anzi, PS è proprio un aeroporto, dove si accampano le immagini, si mettono in fila le idee, s’incrociano le storie e si lasciano decollare.

PS, soprattutto, ha un’ambizione: creare immagini con le parole e parole dalle immagini. Connettere la realtà con l’immaginazione, mettendo in relazione occhi e voce. Perché PS pensa che la creatività stia nel prendere ispirazione dal mondo e al mondo restituirla in una forma tutta nuova. E con un nuovo nome. Osserva. S’incuriosisce e allora si avventura nel mondo della narrazione, dove impera il verbo potere. Perlopiù, al condizionale.

PS, per questo e perché gli piace conoscere le persone nelle loro espressioni migliori, va incontro a chiunque abbia voglia di fare un po’ di strada e quattro chiacchiere con lui. Assaggia. Viaggia. E si diverte una cifra.

 

 

11427839_10207598337380851_7335555648690941335_oDietro PS c’è una persona che gli presta mani, testa, occhi e pancia. Questa persona sono io. Che a dirvi chi sono, così su due piedi, non ci riesco. Però ci provo.

Vengo da una città antica pure più della città eterna, dove crediamo alle streghe e alle mamme nella stessa misura. Emigrata nella capitale per amore di carciofi e sanpietrini, ho studiato letteratura italiana e mi sono specializzata in produzione culturale, nella creazione di testi e format per l’audiovisivo.

Ma il colpo di fulmine che mi ha stesa definitivamente è arrivato quando ho scoperto Raymond Carver in un corso di scrittura creativa: da quel momento non sono più la stessa. Università, case editrici, scuole di scrittura creativa. Non ho intenzione di posare la penna.

E siccome ferma proprio non ci so stare, dopo aver chiuso il cantiere di una lunga tesi di ricerca sul rapporto tra immagini e parole,  mi sono concessa qualche viaggetto.

Per un po’ ho lavorato per la comunicazione dell’enogastronomia e adesso scrivo di cibo, letteratura, cinema e trip vari per “una webzine a km 0. Insomma, alla penna s’è aggiunta la forchetta: studio il cibo, il vino, l’olio e m’interrogo sulla nostra inesauribile fame.

CV Pia Stisi

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